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di Andrea Salvucci
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Lunedì 22 Febbraio 2010 09:25 |
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Gli aspetti fin qui considerati evidenziano come la fase adolescenziale rappresenta un periodo complesso ed estremamente delicato in quanto momento di verifica e ricapitolazione delle conquiste dei periodi precedenti, di evoluzione e differenziazione dell'Io in cerca di una propria e salda identità, strettamente correlato alla storia psichica del soggetto, così come si è evoluta nell’infanzia in relazione al contesto familiare e sociale. Se l’adolescente non trova un adeguato sostegno interno ed esterno sentirà in maggior misura difficile fornire risposte capaci di affrontare i numerosi cambiamenti psicofisici ed integrarli in una nuova rappresentazione di Sé.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 11:50 |
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di Andrea Salvucci
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Lunedì 22 Febbraio 2010 09:19 |
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Il ritiro dell’investimento libidico dai genitori, o meglio dalla loro rappresentazione oggettuale avviene, come abbiamo visto, in maniera differente per l’adolescente maschio e femmina, ma in entrambi questo processo porta ad un incremento degli investimenti narcisistici. Tale investimento su di sé, ha la funzione di proteggere l’adolescente dai pericoli di una drastica disillusione e di creare le condizioni per un investimento graduale di nuovi oggetti, ma può assumere un carattere ostacolante lo sviluppo nel momento in cui diventa un tentativo di differire e di aggrapparsi alle posizioni precedenti, causato dalla riluttanza a rinunciare definitivamente agli oggetti d’amore originari. E’ ciò che osserviamo nella condizione dell’adolescenza prolungata.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 11:50 |
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di Andrea Salvucci
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Lunedì 22 Febbraio 2010 16:34 |
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La letteratura psicoanalitica è concorde nell'individuare la nascita del Super-Io in coincidenza con il tramonto edipico, quando l'angoscia di castrazione spinge il bambino a rinunciare alla madre come oggetto d'amore, ad interiorizzare le norme genitoriali e ad entrare nella fase di latenza. Diversa è l'origine dell'Ideale dell'Io che, a prescindere dalle differenze nella terminologia impiegata da vari autori e dal dibattito ancora aperto sulla questione se sia o meno da considerarla un'istanza a se stante o parte del Super-io, viene unanimamente riconosciuta come pre-edipica (Chasseguet-Smirgel, 1979; Mancia, 1979; Jeammet, 1999; Fenichel, 1951; Laufer, 1986).
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 11:49 |
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di Andrea Salvucci
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Domenica 21 Febbraio 2010 21:27 |
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L’adolescente è chiamato ad affrontare una profonda riorganizzazione del mondo interno e dei rapporti con gli oggetti esterni che passa necessariamente attraverso un duplice distacco, narcisistico e oggettuale, riguardante la perdita delle rappresentazioni del Sé infantile e quella delle figure genitoriali interiorizzate. I cambiamenti somatici della pubertà richiedono, inoltre, di modificare la rappresentazione che l’adolescente ha del proprio corpo e di integrare, nell’immagine mutata di sé, il riconoscimento del proprio corpo sessuato (Giaconia, 1989, 894). L’adolescente si distoglie dai buoni oggetti d’amore dell'infanzia dopo aver preannunciato questa separazione attraverso un graduale passaggio dalla ricerca di gratificazioni autoerotiche e da scelte oggettuali narcisistiche ad investimenti in cui la gratificazione non è più cercata nel Sé, ma nell’oggetto.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 11:50 |
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di Francesca Orlando
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Domenica 21 Febbraio 2010 14:24 |
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In questi ultimi anni, avere un bambino risponde a richieste che sono sempre meno intime e private ma quasi più sociali e generalizzate. Nell’ordine di idee di una società narcisistica e fallocratica, il bambino assurge, non più simbolicamente, ad essere come un bene. Rispetto alla sessualità che sembra aver trovato espressione nello scenario culturale psicologico, la maternità resta relegata in uno spazio non pensabile del nostro tempo. Non è infatti casuale, come sostiene Vegetti Finzi, che la maggior parte dei disturbi psicosomatici femminili siano riconducibili lungo le vie fisiologiche della procreazione (dismenorrea, frigidità, vaginismo, gravidanza isterica e aborto spontaneo), perchè «il sintomo rappresenta ciò che, rimosso il pensiero, ritorna nella espressività del corpo» (Vegetti Finzi, 1990, 7), e diventa il sintomo di una conflittualità latente tra maternità e femminilità. È interessante notare come il ciclo mestruale, simbolicamente considerato come l’uccisione della bestia uterina che segna l’inadempimento del concepimento, venga vissuto con sentimenti e atteggiamenti depressivi.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 11:50 |
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