L’utilizzo dell’ipnosi come tecnica ausiliaria nel recupero di soggetti tossicodipendenti in trattamento in una comunità terapeutica. - Conclusioni PDF Stampa E-mail
di Aleandro Iacovelli   
Martedì 01 Novembre 2011 12:16
Indice
L’utilizzo dell’ipnosi come tecnica ausiliaria nel recupero di soggetti tossicodipendenti in trattamento in una comunità terapeutica.
Introduzione
La comunitàdel setting stratificato
L’ipnositerapia come sottosetting alternativo
Una possibile lettura degli aspetti psicodinamici sottesi all’addiction
Caso clinico: Mimmo - Dati anamestici
Storia clinica
La psicoterapia
Conclusioni
Bibliografia
Tutte le pagine

 

Conclusioni

In questo articolo ho voluto descrivere le possibilità che l’ipnosi offre nel favorire un cambiamento incidendo in modo diretto su alcuni processi psicodinamici sottesi alla dipendenza da uso ed abuso di stupefacenti. Le peculiarità che le tecniche ipnotiche hanno di essere adattate ai diversi contesti terapeutici e relazionali ne fanno una possibile scelta come metodo ausiliario all’interno di una comunità residenziale di recupero. Tale scelta deve comunque tener conto del tipo di relazioni e di quei scambi comunicativi ed emotivi che 19 avvengono a più livelli di interazione nell’intero contesto comunitario. È importante infatti che questi livelli multipli siano considerati dall’ipnoterapeuta ed utilizzati per favorire un cambiamento e che l’intervento ipnotico sia integrato e coerente con il resto delle attività che si svolgono in comunità. Nel caso di Mimmo, un ruolo decisivo rispetto al cambiamento lo ha giocato anche la relazione che l’utente aveva con la sua tutor che svolgeva i colloqui familiari il cui obiettivo coincideva con quanto l’utente stava affrontando nella terapia con me. A tale impegno congiunto ovviamente era partecipe anche l’intera équipe in quanto oltre a suggerire le varie strategie di intervento, approvava le scelte che sia io che la collega argomentavamo nelle riunioni di staff.
L'utilizzo della trance è pertanto servita non solo a stimolare processi di resilienza nel paziente ma anche a riordinare ed interiorizzare i vari stimoli derivanti dal contesto terapeutico generale che inizialmente risultavano frustranti. Nel caso di Mimmo, trovo che le dinamiche alla base della sua tossicodipendenza siano state affrontate profondamente tanto che l'utente riesce a sostenere le difficoltà quotidiane senza dover ricorrere all'uso di stupefacenti.
A tutt’oggi Mimmo ha concluso il suo programma terapeutico e lavora presso una ditta privata come giardiniere e occasionalmente come addetto alla sicurezza in alcuni locali. Ha avuto altre relazioni sentimentali e nonostante non siano risultate durature, la loro interruzione non è stata conflittuale come le precedenti, segue regolarmente le cure mediche necessarie (condizione epatica, cure dentarie) e utilizza il suo tempo libero allenandosi in palestra.

 



Ultimo aggiornamento Martedì 01 Novembre 2011 15:13
 
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