Alcune modalità primitive di deflessione dell’angoscia fondate sull’attacco al legame e fenomenologie correlate di transfert antilibidico perverso. La “funzione risoggettivante”.

La prima parte del presente lavoro tenta di raccogliere e commentare alcuni dei principali tipi di transfert considerati in linea di principio intrattabili o difficilmente trattabili, definiti come “antilibidici” ovvero “perversi” in quanto inconclusivi e deneganti l’Oggetto e con esso la figura dell’analista ed i suoi apporti, con particolare riferimento al problema della difficile conclusione del trattamento.

LA REAZIONE TERAPEUTICA NEGATIVA DA FREUD ALLA PSICOANALISI CONTEMPORANEA

Se è vero che già in “Ricordare, ripetere, rielaborare”[1] Freud accenna agli inevitabili ma transitori aggravamenti che il paziente ciclicamente sperimenta nel corso del trattamento, è soltanto nel “Caso clinico dell’uomo dei lupi” del 1914 che le sue parole suonano così affini a quella che otto anni più tardi con “L’Io e l’Es” sarebbe stata definitivamente descritta come “reazione terapeutica negativa”.