di Andrea Salvucci
Lunedì 22 Febbraio 2010 09:25

Gli aspetti fin qui considerati evidenziano come la fase adolescenziale rappresenta un periodo complesso ed estremamente delicato in quanto momento di verifica e ricapitolazione delle conquiste dei periodi precedenti, di evoluzione e differenziazione dell’Io in cerca di una propria e salda identità, strettamente correlato alla storia psichica del soggetto, così come si è evoluta nell’infanzia in relazione al contesto familiare e sociale. Se l’adolescente non trova un adeguato sostegno interno ed esterno sentirà in maggior misura difficile fornire risposte capaci di affrontare i numerosi cambiamenti psicofisici ed integrarli in una nuova rappresentazione di Sé.
Secondo i Laufer (1986), la principale funzione evolutiva dell’adolescenza risiede nell’instaurarsi dell’organizzazione sessuale definitiva della personalità, che deve includere, nella rappresentazione del corpo, le modificazioni apportate dalla pubertà e in particolare i genitali fisicamente maturi. Tutti gli altri compiti evolutivi, come il cambiamento delle relazioni con gli oggetti edipici, con i coetanei, con il proprio corpo, andrebbero inquadrati in questa funzione evolutiva fondamentale (Laufer M., Laufer M.E., 1986). La condizione patologica, a cui gli Autori danno il nome di breakdown evolutivo, consisterebbe appunto nell’arresto del processo di integrazione dell’immagine del corpo fisicamente maturo nella rappresentazione che l’adolescente ha di se stesso, causato dal rifiuto inconscio del corpo sessuato e dal concomitante sentimento di passività che ne deriva di fronte alle esigenze che questo corpo impone. Il corpo viene vissuto come ingombrante, come qualcosa che sommerge l’adolescente di fantasie ed emozioni penose e angoscianti, ed è la costante prova del proprio cedimento, della resa passiva alle spinte regressive.
Fondamentale per accedere ad un’identità sessuale adulta è, secondo gli autori, la possibilità da parte dell’adolescente di elaborare la fantasia masturbatoria centrale, fenomeno universale che si origina dalla risoluzione del complesso edipico e che comprende i diversi soddisfacimenti di tipo regressivo insieme alle principali identificazioni ottenute in questo periodo (Laufer M., Laufer M.E., 1986). Tale fantasia rimane completamente inconscia nella latenza grazie all’opera del Super-Io, ma con il sopraggiungere della pubertà viene riattivata nel contesto della nuova maturità sessuale, assumendo un nuovo significato incestuoso e sottoponendo l’organizzazione difensiva dell’adolescente ad una tensione molto maggiore rispetto al passato.
A partire dalla pubertà tale fantasia sembra assumere un carattere coatto nella vita psichica dell’adolescente che sarà spinto a trovare nuove modalità di integrazione del suo contenuto nel contesto della genialità.
In particolare sarà attraverso la possibilità di ricorrere ad “atti di prova”, alla masturbazione e alle fantasie che l’accompagnano, alla ricerca di modi adeguati alla sua età di trovare soddisfacimento sessuale che l’adolescente potrà definire una nuova immagine del proprio corpo sessuato ed integrarla nella sua personalità, assumendo un ruolo attivo sulla propria sessualità e riconoscendo l’altro sesso.
Nel caso di breakdown evolutivo, l’adolescente si sente vittima della potenza e della distruttività della fantasia masturbatoria centrale, il corpo sessuato viene vissuto come fonte di desideri regressivi e pertanto viene ripudiato come mezzo di soddisfacimento. Si verifica così una frattura nello sviluppo della personalità, che determina il crollo delle identificazioni edipiche, la regressione a modalità di funzionamento pre-edipiche ed il ricorso a difese primitive.
Gli effetti del breakdown evolutivo si possono rivelare immediatamente al momento della pubertà o, più frequentemente, nella tarda adolescenza, cioè in quella fase in cui l’unificazione dell’immagine corporea, la differenziazione maschile-femminile, e la risoluzione edipica dovrebbero integrarsi in una organizzazione sessuale definitiva.
Il breakdown evolutivo può manifestarsi in differenti forme psicopatologiche, in base alle acquisizioni maturative raggiunte nelle fasi precedenti, al significato inconscio che il corpo sessuato assume per l’adolescente, alla proiezione o meno della rabbia e dell’odio verso l’esterno. In ogni caso ciò che contraddistingue la psicopatologia è un attacco distruttivo al corpo che può tradursi in una grave depressione, in tentati suicidi, in forme di perversione o nella psicosi.

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